Gli oleoliti medicali: a cosa servono e come prepararli in casa

Con la lavanda prepariamo un oleolito e un unguento, molto utili per numerosi disturbi.
Foto: Romain MATHON

Sono chiamati anche oleoliti medicali, gli oleoliti sono utilissimi per numerosi disturbi: punture di zanzara, scottature, pruriti da dermatiti, cicatrici, mal di testa, botte, dolori articolari. Certamente ogni sintomo è collegato a qualcosa di più profondo ma, perchè non impariamo a conoscere ciò che la natura ci dona e a trasformare con le nostre mani questa meraviglia?

Il primo passo è la raccolta delle erbe officinali, possiamo iniziare da quelle più conosciute come il rosmarino o la lavanda, e possiamo, in seguito, ampliare le nostre conoscenze. L’importante è raccogliere l’erba giusta.

E’ importante sapere che l’IPERICO, la MELISSA e la CALENDULA preferiscono i raggi solari per la macerazione: il contenitore va esposto al sole estivo lasciandolo aperto per favorire l’evaporazione dell’acqua; copriamo però con una garza per non far entrare le impurità. A sera e in caso di pioggia, mettere il contenitore al chiuso.

A COSA SERVONO?

  • IPERICO: si utilizza come cicatrizzante ed emoliente; efficace contro le ustioni, escoriazioni di vario genere, eritemi solari, prurito da psoriasi, secchezza del viso e della cute, piaghe da decupito. E’ consigliato anche come antirughe o in caso di smagliature, segni dell’acne e delle cicatrici. Consigliato durante la gravidanza per evitare le smagliature post parto.
  • MELISSA: distende i muscoli, utile anche per massaggini all’addome in caso di dolori femminili, mal di stomaco e difficoltà digestive da stress.
  • CALENDULA: per le scottature, piccole ferite, eczemi, dermatiti. Si associa spesso a lavanda e iperico.
  • ROSMARINO: ha proprietà rinfrescanti, tonificanti e purificanti per la pelle. Tonifica e regolarizza la secrezione di sebo. E’ di grande aiuto anche contro i dolori articolari.
  • LAVANDA: è perfetto in caso di scottature e infiammazioni della pelle; rimedio per il prurito da puntura di zanzara, decontrae i muscoli. Ottimo per massagiare le tempie in caso di mal di testa e tensione nervosa.; allevia i dolori reumatici ed è utile per effettuare massaggi rilassanti prima di andare a dormire (stimola il sonno).

Come prepararli in casa: per autoprodurre l’oleolito di iperico oppure di calendula, melissa, è necessario mettere i fiori freschi della pianta in olio extra vergine di oliva per 21 giorni: la proporzione da seguire è quella del 20% di fiori rispetto all’olio solvente; per 1 litro di olio, raccogliamo 200gr di fiori.

Una volta messi i fiori in estrazione, si pone il contenitore, preferibilmente di vetro, coperto con una garza, al sole per tutto il giorno, ritirandolo la sera in casa.

Trascorsi 21 giorni, si filtra fino a quando l’oleolito non sarà privo di residui. Si conserva in un contenitore di vetro scuro, al riparo dalla luce diretta (in un cassetto o armadio).

Per il rosmarino, consiglio di lavare e asciugare le foglioline con cura con carta assorbente, spezzettare e pestare bene, quindi lasciare asciugare al sole il trito per un paio d’ore appoggiato su carta di giornale.

Per la lavanda, invece, dopo aver raccolto i fiori e fatti seccare in penombra, li si sbriciola e li si mette in estrazione come detto precedentemente.

Una volta effettuato questo trattamento, possiamo scegliere due strade: il metodo della spremitura a freddo o quello a caldo.

METODO A FREDDO: mettere il trito di erba che vogliamo trasformare in un contenitore di vetro e ricoprire con l’olio. Riporre il contenitore in un luogo caldo ma al riparo dal sole, per 40 giorni.

Trascorso questo tempo filtrare, ponendo sul colino una garza e spremendola bene, affinchè esca tutto l’olio imbevuto; filtrare nuovamente con una nuova garza tutto l’olio per eliminare più residui possibile. Per finire, versare l’oleolito in una bottiglietta scura, etichettare con nome e data di preparazione e conservare in un luogo buio e asciutto.

METODO A CALDO: porre il trito di erbe in un contenitore di vetro e ricoprire con l’olio; mettere il contenitore aperto in un tegame pieno d’acqua e riscaldarlo a bagnomaria per 5 ore; ovviamente l’acqua non deve entrare nel contenitore. Al termine, filtrare il tutto come già descritto e imbottigliarlo in un contenitore scuro, etichettare e tenere in un luogo fresco e asciutto.

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