Iperico

La Pianta

L’Iperico, o Erba di San Giovanni, (Hypericum perforatum) è una pianta della famiglia delle Hypericaceae, pianta erbacea perenne che può raggiungere il metro di altezza originaria dell’Europa e del vicino Oriente. Cresce su suoli asciutti, e preferibilmente ghiaiosi, nei prati soleggiati, lungo fossi e strade, al mare come in montagna fino a 1600 metri e  fiorisce da giugno ad agosto. Ha la caratteristica di svilupparsi rapidamente, ogni pianta produce fino a  30.000 semi in un’unica stagione, e, poiché questi sono trasportati facilmente dal vento non è difficile veder fiorire l’iperico anche in luoghi inusuali come campanili di vecchie chiese.

Curiosità storiche: protezione universale

Durante il Medioevo la vigilia o il giorno di San Giovanni, il 24 giugno, erano festeggiati con grandi falò e feste: era uso intrecciare corone di fiori di iperico e di porle sul capo mentre si ballava attorno al fuoco e come gesto propiziatorio sia per un buon raccolto sia di protezione per il bestiame da malefici e malattie si gettavano tra le fiamme rametti della pianta. Quando i falò venivano spenti le ghirlande si lanciavano sui tetti per proteggere le case da fulmini, incendi ed incantesimi. Era comune mettere l’iperico all’interno di amuleti contro le streghe, legarlo alle culle per evitare scambi di neonati, bruciato nei focolari durante i temporali, sotterrato sulla soglia delle stalle e delle presunte streghe. Durante la guerra i soldati ne spalmavano la linfa rossastra sulle canne dei fucili per esser sicuri di avere una mira infallibile. I cavalieri medievali per poter essere ammessi ad una giostra dovevano giurare di non avere con loro l’erba di San Giovanni poichè gli avrebbe dato un vantaggio sleale.

Etimologia e tradizioni cristiane e pagane

Il nome scientifico della pianta deriva dal greco hypér, sopra, ed eìkon, immagine , sottolineando il suo legame con la magia precristiana e la religione. Il nome specifico perforatum deriva invece, dalle foglioline che, se poste controluce, sembrano forate: ciò è dovuto alla presenza di ghiandole traslucide nei sepali e nei petali. Per Ippocrate e Dioscoride, medici greci, il suo nome vorrebbe dire “al di sopra del mondo degli Inferi”. Anticamente mazzetti di iperico venivano appesi sopra le immagini sacre per tenere lontani gli spiriti maligni.

Poichè fiorisce durante il solstizio d’estate rappresenta il simbolo della bella stagione ed i raggi solari che allontanano sia il maltempo che l’oscurità ed il male. Secondo tradizione cristiana la pianta è consacrata a Giovanni Battista ed è nata dalle gocce di sangue versatesi a terra durante la decapitazione del santo. Mentre per i popoli germanici la pianta era consacrata al Dio balder Dio degli spiriti delle tenebre in lotta con quelli della luce.

Proprietà medicamentose

Le proprietà terapeutiche dell’iperico sono racchiuse nelle foglie, ma soprattutto nelle sue sommità fiorite. I suoi luminosi fiori gialli a cinque petali contengono un fitocomplesso costituito da flavonoidi quali ipericina, rutina , quercetina e l’iperoside dall’azione sedativa ed antidepressiva. In particolare l’ipericina aumentando la produzione notturna di melatonina favorisce il sonno ed accrescendo i valori di serotonina contribuisce a migliorare il tono dell’umore favorendone il riequilibrio.

Per uso esterno invece si usa l’oleolito, ottenuto dalla macerazione in olio dei fiori freschi, la cui caratteristica principe è il colore rosso rubino dovuto all’ipericina.

Molto efficace come antinfiammatorio per eritemi solari, bruciature..

Da ricordare che può dare interazione sia con farmaci metabolizzati da un enzima chiamato citocromo P450 sia reazioni di fotosensibilità. Per cui è sempre consigliato chiedere al proprio professionista di fiducia prima di assumerlo.

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