L’Aglio

Avete mai avuto la possibilità di osservare il fiore dell’aglio? Una palla violetta composta da tanti fiorellini che si dipartono da un unico centro. In floriterapia, esattamente nelle essenze Fes dei Fiori Californiani Garlic, questo il nome dell’essenza, viene consigliato a persone con poca energia, volontà e che sono facilmente influenzabili dal giudizio e dalle paure degli altri. Garlic aiuta la persona ad affrontare le paure e sviluppare coraggio.

L’Allium sativum è originario dell’Asia centrale già noto ed utilizzato nell’età preistorica come testimoniano reperti archeologici. Ne esistono differenti varietà tra le più particolari vi ricordo l’aglio rosa di Lautrec, l’aglio viola di Caudours e l’aglio nero del Giappone, preparato tramite fermentazione in acqua di mare e l’aglio orsino, versione selvatica di quello comune.

Aglio nella storia.

Dalla Siberia alla Calabria, dalla Sicilia al nord Africa, dall’Asia centrale all’India se ne hanno già le prime tracce storiche. Sappiamo che fosse utilizzato già dagli Egizi e dai Sumeri, circa 4000 anni fa.

Nel codice Ebers, un papiro medico egiziano che risale circa al 1550 a.C, si trova la prima citazione sull’aglio: usato in ben per ventidue preparazioni differenti: fonte di energia e rimedio efficace per dolori e punture di insetti. I faraoni non lo usavano poiché era considerato un cibo sgradito alle divinità, ma, essendo considerato pianta sacra, come riporta Erodoto, veniva dato agli schiavi che facevano lavori pesanti per aumentarne la resistenza fisica.

I Greci mangiavano aglio prima delle competizioni sportive  e lo chiamavano “rosa fetida” era considerato una pianta degli Inferi e dedicata ad Ecate, dea accompagnatrice dei morti.

Nella Roma antica i Romani ne fecero una pianta sacra a Marte, ma nel gergo comune l’espressione latina “allium olere”, puzzare d’aglio, veniva usata per indicare coloro i quali appartenevano alla classe sociale inferiore.

Al Medioevo si deve la tradizione secondo cui appendendo una corona d’aglio alle case si tenevano lontani  spiriti maligni, incantesimi e demoni. Nella tradizione napoletana invece lo usavano per proteggersi dalle streghe.

Dal punto di vista terapeutico fu nel 1858  Pasteur a descriverlo in modo scientifico come potente antibiotico. Nel 1918 in Europa durante la tremenda influenza “spagnola” si usò la pianta per contenerne la diffusione; nel corso dei secoli l’aglio è stato utilizzato anche per le epidemie di tifo, tubercolosi e colera.

I taoisti affermano però essere una pianta che nutre i demoni per cui non lo mangiano come anche nell’alimentazione yogica viene sconsigliato a chi voglia espandere la propria spiritualità.

Aglio in cucina.

L’aglio per uso culinario dovrebbe essere sempre nostrano e biologico, possibilmente, dagli spicchi rugosi e piccoli. Andrebbe mangiato crudo o poco cotto: per beneficiare delle sue proprietà snellenti meglio crudo… Se il suo sapore persiste in bocca dopo averlo mangiato si può o togliere il germoglio centrale prima di usarlo oppure dopo il pasto masticare una foglia di salvia o menta o semini di anice oppure un chicco di caffè.  L’aglio può esser anche esser strofinato su fette di pane o  sulle pareti delle insalatiere per insaporire le verdure che si andranno a condire.

Aglio proprietà terapeutiche.

Le proprietà terapeutiche dell’aglio sono svariate: contiene vitamine, sali minerali, amminoacidi, proteine ed enzimi. Recenti studi hanno dimostrato che l’aglio è un potente antitumorale che svolge un’azione preventiva su tumori generati da sostanze chiamate nitrosamine, le quali si generano nell’intestino quando la dieta e troppo ricca di alimenti, come insaccati e cibi in scatola, dove abbondano i conservanti. Ha azione antiputrefattiva sempre a livello intestinale favorendo l’eliminazione del conseguente gonfiore. Contribuisce a regolarizzare la pressione sanguigna, favorisce l’abbassamento dei livelli di colesterolo e trigliceridi, la sua naturale azione antibiotica è utile nelle infezioni gastrointestinali ed è un buon detossificante a livello epatico e digestivo.

 L’aglio si può strofinare sulle fette di pane integrale (meglio se nero), con o senza pomodoro fresco, e sulle pareti delle insalatiere, per dare sapore agli ortaggi che andremo a condire, riducendo così l’impiego di sale che causa ristagni.

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