Il sedano

In questi giorni di rovente caldo estivo più volte sono ricorsa al sedano per la sua azione rimineralizzante, disintossicante e rinfrescante sia a toccheti in insalata, che gustandolo in pinzimonio o in centrifugati.

Storia e curiosità

Il sedano è noto fin dall’antichità: leggendo alcuni miti greci si scopre fosse il vegetale preferito dalla Dea Afrodite. L’ etimologia della parola deriva dal termine greco σέλινον , sélinon, ripreso dalla città di Selinunte chiamata dai greci Selinùs, antica città greca situata sulla costa sud-occidentale della Sicilia, ove tuttora vi cresce selvatico. Divenne il simbolo della monetazione della città infatti dai Greci era ritenuto pianta sacra. Si legge da Plinio che i Greci si astenessero dall’utilizzarlo in cucina come comune pianta poiché ritenevano fosse un sacrilegio verso una pianta dalle virtù eccezionali. Lo stesso Omero ne raccontava le divine proprietà nel tratto dell’Iliade in cui Achille, grazie al sedano, guarì il proprio cavallo da una malattia grave. I Romani, al contrario, lo utilizzavano abbondantemente in cucina, e per i banchetti preparavano corone da far indossare ai commensali credendo che il suo particolare aroma avrebbe contrastato l’ebbrezza data dal vino.

Per le sue qualità digestive, stimolanti, fortificanti e antireumatiche la radice e il succo del sedano venivano riportati tra i rimedi dell’antica farmacopea.
Ippocrate lo consigliava “per i nervi sconvolti” sia come alimento che come rimedio.

Durante il Medioevo veniva usato soprattutto per le sue virtù terapeutiche: Santa Ildegarda asseriva che fosse possibile combattere la “tetraggine” (depressione) triturando semi di sedano e noce moscata. Delle sue qualità afrodisiache ne parlava nel Quattrocento Michele Savonarola, che
metteva in guardia le donne dal mangiarlo, poiché, sosteneva, istigasse al coito anche le donne che desiderassero rimanere caste. Nei testi medici dell’800 il sedano venne classificato come certamente afrodisiaco e venne assunto a pietra di paragone per valutare l’influenza sull’eros di vari cibi.

Varietà di sedano.

Esistono principalmente tre diverse varietà di sedano:
Sedano da coste (Apium Graveolens Dulce): è il più diffuso di cui si usa il picciolo delle foglie, molto sviluppato e carnoso, e il gambo, chiamato
anche costa, del quale ci sono varietà a coste verdi, dorate o bianche.

Sedano da taglio (Apium Graveolens Silvestre) di cui si utilizzano le foglie come condimento che hanno sapore aspro e forte.

Sedano rapa o sedano di Verona (Apium Graveolens Rapaceum) di cui si usa la grossa e rotonda radice dalla polpa bianca e soda. Questa varietà viene coltivata solo in alcune zone dell’Italia settentrionale.

Curiosità
In alcune parti della nostra penisola si preferisce il sedano chiaro o bianco ottenuto mediante la tecnica dell’imbianchimento: si proteggono le piante dalla luce, legando i cespi di foglie e si rincalzando le piante con la terra o ricoprendo le piante con differenti materiali, così da non avere la sintesi clorofilliana responsabile della colorazione verde. Il sedano diviene tenero,
croccante e dal gusto più dolce e meno aromatico.

Proprietà terapeutiche
Sia alla varietà a coste che a quella a rapa, che è più ricca di fattori nutritivi e proprietà terapeutiche, oggi sono riconosciute molte delle virtù attribuitegli nella farmacopea medievale ed anche più antica.
Questo ortaggio contiene sali minerali quali: potassio, fosforo, magnesio e calcio e vitamine come la vitamina C, la vitamina K e, in minore
concentrazione, alcune vitamine del gruppo B e la vitamina E. Il sedano è formato da circa il 90% di acqua perciò è un ottimo diuretico, efficace per migliorare le condizioni di ritenzione idrica, depurativo e detossificante.
Inoltre contiene luteina un carotenoide, sostanza naturale appartenente alle xantofille, estremamente utile per la vista e la pelle poiché si accumula soprattutto sulla macula dell’occhio, proteggendola dalle radiazioni nocive e dai raggi UV.

Le fibre di cui il sedano è ricco, aiutano a diminuire trigliceridi e colesterolo; la sedanina, sostanza aromatica stimolante, il fenolo, la mannite e l’inositolo ne supportano le capacità digestive e di assorbimento dei gas nell’apparato digerente. Gli ftalidi, particolari fitonutrienti, permettono di controllare gli ormoni che regolano la pressione arteriosa rendendolo adatto nel trattamento di molti casi di ipertensione.

Molto utile nei casi dove vi sia in atto un processo infiammatorio come acne, bruciori urinari o infezioni agli occhi. Infine, ma non ultimo, favorisce l’Amore poiché stimola l’attività delle ghiandole surrenali e sessuali grazie alla presenza degli ormoni steroidi delta-16.

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