Il Ciliegio 🌸

Un nuovo articolo della nostra Emanuela Carini 🙂

Mentre mi apprestavo a scegliere di chi raccontarvi in questo inizio di giugno mi è venuta alla mente un’immagine di ciliegi fioriti e ho sentito in bocca la dolcezza del loro rosso frutto.. scelta fatta!

L’albero e sue curiosità

Il Ciliegio, Prunus Avium, o ciliegio degli uccelli, è un albero appartemente alla famiglia delle Rosacee che può raggiungere fino a 30 metri di altezza. I suoi rotondi e bianchi fiori sono sfumati di rosa all’esterno e fioriscono da marzo a maggio. Diffuso in tutta Europa, secondo la tradizione, proviene dall’Asia Minore. Fu il console romano Lucio Licinio Lucullo, nel 74 a.C., dopo aver vinto su Mitridate nel Ponto, a portarlo in Italia. Il nome comune di questo albero è ceraso, Kèrasos in greco veniva chiamato, che secondo San Girolamo deriva da Kerasunte, nel Ponto, città da cui Lucullo ne avrebbe prelevato un esemplare.

In Giappone alle falde del monte Yoshino, un monte poco distante da Tokyo, crescono centomila ciliegi selvatici che, durante la stagione della fioritura, richiamano giapponesi ammirati. Poeti giapponesi ne hanno celebrato la bellezza:

“ Cadono i fiori di ciliegio

sugli specchi d’acqua della risaia:

stelle

al chiarore di una notte senza luna.”

recita un raffinato haiku del poeta Yosa Buson.

Se vi siete sdraiati sotto un Ciliegio in fiore illuminato dal sole avete sicuramente provato cosa sia la magia: i suoi rami ricolmi di fiori tremano delicatamente al vento e si stagliano sul cielo blu.                                            Sul Ciliegio governa il pianeta Venere ed è sacro alla dea dell’Amore nonché simbolo della dea giapponese Konohana-Sakuya Hime che è considerata la progenitrice divina della razza umana. Per questo è un albero legato all’energia femminile e ci può aiutare ad irradiare la bellezza che è dentro di noi, a portar fuori la nostra sensibilità e ricettività. Nel Medioevo era considerato un albero capace di guarire dalle malattie. Invece, in Germania ed in Danimarca la tradizione racconta che i demoni utilizzino come nascondiglio i vecchi ciliegi generando malattie ed arrecando disgrazie a chi vi si avvicini. Per cui risulta chiaro come il suo simbolismo sia agli opposti.

Fiori e colori del Ciliegio.

Il fiore, chiamato anche Sakura in giapponese, è simbolo di pace interiore, cortesia, grazia, modestia ed integrità morale. In Cina è divenuto simbolo della bellezza femminile. Durante la Seconda Guerra Mondiale i piloti giapponesi erano soliti portare con sé i fiori di ciliegio ed i kamikaze se ne facevano dipingere uno sulla fiancata dell’aereo. Erano il simbolo dell’intensità e della fugacità della vita: come i petali del fiore che, portati dal vento, cadono a terra così i soldati morivano sul campo di battaglia e, secondo una tradizione popolare nipponica, le loro anime si sarebbero reincarnate in questi.

Il colore rosso del suo legno (che viene largamente utilizzato per creare mobili, strumenti musicali, incisioni…) comunica la forza energetica che gli è propria. Se volete attingere alla sua magia per aumentare il vostro potere personale e la vostra forza trascorrete del tempo sdraiati sotto i suoi rami.

Una ciliegia tira l’altra

In un madrigale il poeta Remigio Zena paragona la ciliegia a coralli e rubini invitando la sua amata ad adornarsi di ciliegie come se fossero le preziose gemme. Esistono differenti varietà di ciliegie: duroni, visciole, marasche, amarene. Ciascuna di esse ha un particolare utilizzo, ma possiamo dire che tutte siano gustose e rinfrescanti, grazie alla loro piacevole acidità. Galeno, medico greco, le apprezzava e consigliava per le loro virtù. Si utilizzava la polpa, il nocciolo, il picciolo e perfino la gomma che cola dal tronco. Il medico consigliava le ciliegie dolci a chi si lamentava dell’intestino pigro o delle “pietruzze” nella vescica mentre le austere o le acetose a seconda di altri problemi legati alla pancia come gas intestinali o gonfiori. Anche oggigiorno ne sono riconosciute le proprietà diuretiche, antireumatiche ed antigottose: questo perché contengono un acido capace di trasformare l’acido urico, non facilmente eliminabile per il nostro organismo, in un altro acido la cui eliminazione è più semplice. Se la polpa ha azione antiurica il picciolo è diuretico.

Le nostre nonne facevano decotti con 100 gr di piccioli per litro di acqua ottenendo un ottimo diuretico naturale. Nel caso desideraste unire le proprietà antiuriche della polpa versate il decotto su 250gr di ciliegie lasciando il tutto in infusione 20 minuti: otterrete una tisana deliziosa dopo aver setacciato e spremuto leggermente.

Sono ottime anche per chi è diabetico perché non contengono amidi ed i pochi zuccheri presenti sono per la maggior parte costituiti da levulosio uno zucchero a basso indice glicemico. Sono ricche di alcuni minerali come magnesio, potassio, rame e di alcune vitamine come la vitamina C; contengono inoltre elevate quantità di alcuni carotenoidi per cui hanno un’ottima azione antiossidante.

Vi saluto con una tipica ricetta della Cina in cui i fiori di ciliegio vengono utilizzati per preparare un tipico piatto di Capodanno che per forma e colore attirerà tesori in famiglia.

Uova con salsa di soia e fiori di ciliegio.

6 uova

2 cucchiai e mezzo di salsa di soia

1 cucchiaio e mezzo di zucchero grezzo

1 ravanello

I cucchiaio di fiori di ciliegio

Mettete le uova a bollire per 12 minuti versandovi poi sopra acqua fredda per rimuovere più facilmente i gusci. Lavate con delicatezza i fiori e date al ravanello la forma di un fiore. In un pentolino cuocete a fuoco basso la salsa di soia con lo zucchero mettendovi poi le uova e girandole fino a quando si colorano. Aggiungete mezza tazza di acqua continuando a muoverle delicatamente fino a che il liquido si sia assorbito. Nel piatto da portata disponete in cerchio le uova, dopo averle tagliate a metà, cospargetene una metà con i fiori di ciliegio, immersi per un secondo nella salsa di soia, ed al centro del piatto ponete il ravanello a fiore.

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