Cos’è il microbiota intestinale? E la disbiosi intestinale?

Dovete sapere che ho una cara amica di nome Emanuela Carini. Emauela è una bravissima farmacista e naturopa e, una sera, mi ha raccontato cose interessantissime sul microbiota intestinale; siccome per me è fondamentale prendersi cura del proprio intestino, considerato da molti il nostro secondo cervello, consiglio sempre anche ai miei pazienti di volergli bene un pò di più e sempre meglio, perchè…”se sta bene la pancia sta bene tutto!” 😉 Cosi le ho chiesto se avesse voglia di scrivere un articolo per noi e…indovinate? Emanuela ha detto si!

Studi scientifici, degli ultimi anni, hanno evidenziato che nel tratto gastrointestinale abita una grande famiglia di microrganismi viventi, formata da batteri, funghi, protozoi, lieviti, ed è stata chiamata
microbiota o microbioma. Essa è composta da circa 150.000 specie batteriche diverse e può arrivare a pesare fino a 1,5/2 kg di peso! Il nostro intestino, organo fondamentale dell’apparato gastrointesinale, presenta una diversa composizione del microbiota a seconda del tratto intestinale in cui ci troviamo. Nell’intestino tenue, oltre a svolgersi la maggior parte della digestione ed assorbimento delle sostanze nutritive provenienti dall’alimentazione, vi giungono anche tutti i potenziali microrganismi pericolosi che sono riusciti a superare il viaggio attraverso lo stomaco.

Il microbiota intestinale si genera grazie alla microflora nativa acquisita sia al momento della nascita che durante il primo anno di vita e, dai batteri transienti che ogni giorno assimiliamo attraverso gli alimenti della nostra dieta.

Una delle principali funzioni dei microrganismi che compongono il microbioma intestinale è quella di nutrire le cellule che compongono la parete intestinale.
Se ciò non accadesse diverrebbe sempre più permeabile a batteri, proteine e tossine che passando nel flusso sanguigno, causando infiammazioni.

La disbiosi intestinale è un’alterazione del microbiota intestinale. Alterazioni nella concentrazione e varietà batterica intestinale possono causare l’insorgenza, o il peggioramento, di varie patologie a partire da un semplice gonfiore addominale, stipsi che può divenire
cronica, reflusso gastroesofageo, emicranie occasionali, malattie infiammatorie intestinali, artrite reumatoide o fibromialgia. Con il passare del tempo si ha un’accelerazione dell’invecchiamento e,
l’intestino, infiammandosi, non assorbe più in modo corretto i nutrienti. A questo si possono aggiungere un affaticamento generalizzato e differenti tipi di allergie.

Tra i sintomi più comuni si possono presentare:

  • meteorismo;
  • lingua bianca;
  • intolleranze o allergie alimentari;
  • stitichezza;
  • frequenti pruriti agli occhi;
  • dolori articolari senza un apparente motivo;
  • perdita occasionale della memoria a breve termine;
  • emicranie e mal di testa;
  • infezioni delle mucose;
  • anemia;
  • insonnia.

Negli uomini i sintomi più comuni sono: infiammazioni alla vescica, prostata o disfunzione erettile, mentre nelle donne: secrezione vaginale, perdita della libido, dolori a livello del basso ventre.

Le cause principali della disbiosi sono: diete non equilibrate caratterizzate da un basso apporto di fibre (provenienti da legumi, frutta e verdura) ed alimenti fermentati (forniti da yogurt e altri tipi di latte fermentato) ma ricche di alimenti con un alto contenuto di proteine animali (in particolare carni rosse e prodotti avicoli industriali), zuccheri semplici e grassi vegetali parzialmente idrogenati o trans (sono un tipo di acido grasso insaturo sottoposto ad idrogenazione o a cottura in forno, e sono contenuti nella maggior parte dei prodotti precotti come merendine, snack, aperitivi salati, biscotti. Vengono utilizzati per aumentare la conservazione degli alimenti e migliorarne il gusto).

Il primo gruppo di alimenti favorisce lo sviluppo ed il proliferare di batteri intestinali benefici, mentre il secondo provoca un aumento dell’attività di batteri patogeni. Un’alimentazione con un eccesso di proteine animali causa la tossiemia intestinale caratterizzata da un’aumentata produzione di sostanze nocive poiché il microbioma del colon fermenta le proteine non digerite producendo così metaboliti potenzialmente tossici come l’ammoniaca, le ammine, i fenoli ed i solfuri. Queste sostanze vanno a modificare la morfologia ed il metabolismo delle cellule intestinali riducendone il ciclo vitale e favorendo la crescita di cellule intestinali cancerose.

Anche gli alimenti precotti e confezionati con il loro elevato contenuto di conservanti, coloranti, eventuali metalli pesanti, edulcoranti artificiali in eccesso incidono in modo negativo sulla qualità dell’alimentazione. Tra gli edulcoranti artificiali il più diffuso è l’aspartame formato da acido aspartico e fenilalanina, un aminoacido responsabile delle qualità dolcificanti dell’edulcorante. L’aspartame essendo un estere metilico della fenilalanina può facilmente rompersi formando metanolo. Mentre nella frutta questo alcol si unisce alla pectina, che ne favorisce il transito nel tratto gastrointestinale e la sua eliminazione, quello prodotto dall’assunzione di aspartame invece raggiunge cervello e midollo osseo e può produrre effetti nocivi sulle proteine più sensibili.

• Un uso improprio e generalizzato di terapie antibiotiche ha comportato la nascita di resistenze batteriche e gravi alterazioni del microbioma intestinale.

• Lo stress collegato, ad esempio, ai ritmi frenetici della nostra vita quotidiana, o alle continue notizie negative che ci bombardano, causa l’interruzione della corretta comunicazione bidirezionale tra i due
cervelli cosa di cui il microbiota risente severamente.

• Un’igiene eccessiva a partire dal cibo refrigerato o pastorizzato, dai trattamenti delle acque e degli alimenti in generale, impoverisce di specie microbiche atte al corretto sviluppo e mantenimento dell’ecosistema intestinale.

La L-glutammina è uno degli amminoacidi più importanti presenti nel corpo umano e, l’organismo è in grado di sintetizzarlo a partire da gruppi amminici contenuti negli alimenti; è anche il componente base del
tessuto connettivo del tratto intestinale di conseguenza è la sostanza più efficace per mantenere il corretto stato di permeabilità intestinale associandola possibilmente alla L-arginina e agli acidi grassi omega 3.

Buona fonte di L-glutammina sono: spinaci, prezzemolo, cavolo crudo, frutta secca; le fonti di L-arginina invece sono: aglio, cipolla, cavolo, asparagi, lattuga, cetriolo, mandorle, pesche, noci.

Un valido aiuto nel trattamento della disbiosi sono i probiotici ed i prebiotici. I probiotici sono, come dice l’etimologia stessa della parola,
pro bios” cioè “a favore della vita”, microrganismi viventi che, ingeriti in quantità sufficiente, producono effetti benefici sulla salute di colui che li assume.

Mentre i prebiotici, “pre bios” cioè “prima della vita”, sono alimenti
non digeribili che hanno effetti benefici sulla salute stimolando selettivamente la crescita o l’attività di uno specifico gruppo di batteri del colon.
Affinché la nostra dieta comprenda un numero sufficiente di probiotici, oltre al consumo di integratori alimentari ben formulati, è molto utile una corretta alimentazione.

  • Fra gli yogurt quelli prodotti con il latte di capra sono particolarmente ricchi di Lactobacillus thermophilus, bifidus e bulgaricus.
  • Il cioccolato fondente è sia un’eccellente fonte di probiotici sia ne favorisce la crescita e lo sviluppo.
  • Le microalghe, spirulina e clorella, sono quelle che contengono il maggior apporto di probiotici.
  • Il miso, fermentato di segale, fagioli, riso ed orzo oltre ad essere ricco di Lactobacilli e Bifidobatteri contiene elevate quantità di nutrienti e di sostanze alcalinizzanti.
  • Il tempeh, ricavato da grani di soia fermentata, contiene un’ottima quantità di probiotici ed è una delle migliori fonti vegetali di vitamina B12.
  • Il tè kombucha, una bevanda fermentata a base di tè e di una coltura di batteri contenente una simbiosi di Acetobacter (batteri che producono acido acetico) e lieviti, di origine orientale, giunta in Europa dalla Cina e dalla Russia, considerata tradizionalmente un elisir di lunga vita.

I prebiotici sono capaci di stimolare il sistema immunitario; favorire la replicazione di batteri benefici e ostacolare quella di batteri patogeni; aiutare l’assimilazione di minerali, quali calcio e magnesio e la sintesi di alcune vitamine; migliorare il transito intestinale attenuando meteorismo e stitichezza. Inoltre, fungendo da alimento per i probiotici, fanno sì che questi ultimi producano acidi grassi a corta catena che svolgono una funzione nutritiva per le cellule intestinali.

Rientrano nella famiglia dei prebiotici le fibre alimentari solubili ed insolubili. Le fibre insolubili, cellulosa, emicellulosa e lignina, sono in grado di assorbire grandi capacità di acqua aumentando la massa fecale, accelerando il transito intestinale e prevenendo la stitichezza. Riducono i tempi di contatto con sostanze nocive o tossiche, promuovendone l’evacuazione.

Le fibre solubili comprendono mucillagini, gomme, pectine e galattomannani che a contatto con i liquidi enterici, creano un gel, al contrario delle fibre insolubili che passano attraverso l’intestino senza subire grosse alterazioni. Sono capaci di rallentare i tempi di svuotamento gastrico aumentando così il senso di sazietà, rallentano e diminuiscono l’assorbimento di colesterolo, contribuendo ad abbassare i livelli ematici di LDL e colesterolo totale. Migliorano infine il controllo glicemico nei pazienti diabetici e sono un’ottima prevenzione per lo sviluppo di questa patologia.

Tra gli alimenti che contengono la maggior quantità di prebiotici, in ordine decrescente, abbiamo: fagioli bianchi, fave, fichi secchi, prugne secche, piselli, purè di patate, ceci, mandorle, lenticchie, pistacchi.

Oltre a pre e probiotici vi sono altri aiuti che Madre Natura ci ha donato per curarci. Ad esempio:
Il Vaccinium Vitis Idaea, mirtillo rosso, piccolo arbusto perenne, i cui giovani getti presentano un organotropismo elettivo per l’intestino del quale va a regolarizzare funzionalità sia che l’alvo si presenti diarroico che in caso di stipsi; migliora il riassorbimento di calcio ed il metabolismo dei fitoestrogeni, per cui può essere consigliato oltre a chi soffre di intestino irritabile e meteorismo anche in caso di osteoporosi o menopausa.

La Boswellia Serrata, enorme albero originario dell’India, noto anche come “pianta dell’Incenso”.
La droga si ricava dall’essudato ottenuto per incisione del fusto o dei rami ed è costituita da una gommoresina essiccata ricca in terpenoidi, oli essenziali e gomme. Tra i terpenoidi il ruolo principale lo svolgono gli acidi boswellici che sono in grado di bloccare i mediatori chimici dell’infiammazione sia acuta che cronica. A differenza dei FANS, farmaci antinfiammatori non steroidei, non interagiscono con le prostaglandine, per cui non danno problemi allo stomaco. La Boswellia è utilissima nel caso di Morbo di Crohn, nella sindrome dell’intestino che gocciola (dovuta ad un’alterazione della permeabilità dell’epitelio intestinale), di artrite reumatoide, nell’osteoartrite, nei reumatismi e in caso di asma

La Curcuma Longa, erba perenne originaria dell’India e della Cina. La parte che presenta attività farmacologica è il rizoma. Già utilizzata dagli Assiri per colorare alimenti e tessuti, è ingrediente principale
del curry. I curcuminoidi sono la componente attiva del fitocomplesso, tra cui la curcumina che è in grado di inibire l’enzima 5-lipossigenasi, (come gli acidi boswellici), esercitando una potente azione antinfiammatoria e antiossidante. L’azione antinfiammatoria e miorilassante che esercita a livello intestinale la fa essere un ottimo aiuto in caso di rettocolite ulcerosa o Morbo di Crohn.

La Zeolite, minerale di origine vulcanica formatosi tramite lunghe fasi di trasformazione delle lave vulcaniche. L’etimologia della parola significa “pietra che bolle” poiché nelle sue cavità cristalline rimane intrappolata acqua che viene liberata sotto forma di vapore quando la roccia è sottoposta a riscaldamento.
Di zeoliti ne esistono varie forme, le più bioattive sono : Phillipsite, Cabasite ed Analcime. Essa gode di proprietà chimico-fisiche quali: la capacità di scambio cationico, è cioè capace di scambiare minerali come
calcio, potassio, sodio e magnesio, prendendone di “sfruttati” dal circolo ematico enterico e cedendone di “nuovi”; la capacità di assorbimento e setacciamento molecolare altamente selettivo, cioè, quando ingerita è capace di assorbire metalli pesanti, come piombo, cadmio, mercurio, nichel ed altre sostanze nocive provenienti dall’inquinamento ambientale ed alimentare, trattenendole all’interno della sua struttura.
Viene infatti definita “spugna intelligente”; presenta una potente attività antiossidante superiore di 10 volte rispetto alle vitamine A, C ed E, rispetto al controllo della formazione di radicali liberi dell’ossigeno; infine ha anche azione alcalinizzante ed è attiva contro batteri e virus.

Per queste sue caratteristiche viene utilizzata, in forma di capsule o polvere per uso orale, come depurativoorganico, antiossidante, rimineralizzante, stimolante la diuresi ed antiage.

Cosa vi avevo detto? Non è stata meravigliosa? 🙂 Ringrazio Emanuela Carini per il suo prezioso intervento e spero di rileggere presto qualche suo splendido lavoro.


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