La Malva.

La malva la si osserva comunemente nei prati, nelle aiuole, nelle siepi…
cresce fino a 1500 metri di altitudine. Erba annuale o biennale di cui le parti utilizzate sono radice, foglie e fiori.

Le radici si raccolgono in autunno, le foglie in primavera mentre i fiori dalla primavera all’autunno. Per la conservazione, la radice si può essiccare al sole oppure in forno a calore moderato conservandola in sacchetti; le foglie, dopo averle essiccate in sottili strati all’ombra e private del picciolo, si ripongono in sacchetti; infine i fiori, raccolti appena sbocciano, si essiccano anch’essi velocemente all’ombra e si conservano in barattoli.
Il nome malva deriva dal latino mollire cioè molle: con proprietà emolliente, che ammorbidiscono. In erboristeria vengono usati soprattutto fiori e foglioline. Hanno effetto sull’intestino per le loro proprietà lassative poiché contenendo mucillagini favoriscono la peristalsi intestinale.

Hanno proprietà emollienti sia esterne, sulla cute, che interne, sulle mucose di stomaco ed intestino. A livello dei bronchi svolge azione espettorante in caso di presenza di un accumulo di muco lungo le vie repiratorie.

Infusi e decotti nella medicina popolare sono utilizzati come rimedi antinfiammatori per occhi arrossati o pediluvi per piedi affaticati.

Nell’antica Roma veniva considerata una prelibatezza della quale non si poteva mai far a meno. Orazio affermava addirittura di mangiare solo malva ed olio di cicoria, Cicerone ne era talmente goloso da farne a volte indigestione e Catone la amava molto. Anche della malva Carlo Magno ne rese obbligatoria la presenza nei giardini medicinali.

Della radice di malva, nel Cinquecento un famoso farmacoterapeuta, Mattioli, scrisse che essiccata, macerata e cotta sotto la cenere fosse un ottimo dentifricio in grado di eliminare il tartaro.

I Pitagorici erano affascinati dai suoi fiori e li resero quasi un simbolo sacro poiché hanno la caratteristica di orientarsi sempre verso il sole ed il loro colore così particolare ha dato nome alla sfumatura delicata di rosa tenue misto viola definita appunto color malva.
In cucina le foglie possono essere utilizzate crude, nelle insalate o lessate
aggiunte a ripieni di ravioli o polpette. Mentre i fiori sono utilizzati per
guarnire piatti di carne o pesce o per render più colorate le insalate
estive.

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