Fai il pieno di vitalità con i germogli

Ricchi di sali minerali e vitamine, i germogli sono ottimi crudi o sbollentati, soli o in insalata oppure con altre pietanze. Saporiti e gustosi, facilmente digeribili, sono anche molto nutrienti.

Germogli

I germogli sono i semi germogliati di alcuni vegetali che già ritroviamo sulle nostre tavole abitualmente. Cereali, legumi e verdure in foglia che, sotto forma di giovani germogli, conservano integre tutte le proprietà nutritive dei loro semi. Proprio per questa loro caratteristica, i germogli venivano già consumati anche nell’antichità. Molte popolazioni, infatti, conoscevano le virtù nutritive dei germogli, un concentrato di energia messo a disposizione da Madre Natura.

Una storia risalente all’Antica Roma, racconta che i soldati delle legioni romane, avevano sempre con sé un “kit di sopravvivenza” costituito da un sacchettino contenente semi, che germogliavano a contatto con il calore corporeo; cibo energetico e pronto all’uso in caso di necessità. I germogli, in passato, erano destinati anche ad alcuni animali. Attila riservava ai suoi potenti cavalli semi di frumento germogliato come mangime “speciale” prima di ogni battaglia. Anche i destrieri arabi, celebri per la loro velocità, venivano nutriti così al debutto di avvenimenti importanti. Tra l’800 e il 900 ci sono testimonianze dell’utilizzo dei germogli come alimento in varie popolazioni dell’Asia. I germogli venivano usati soprattutto come rimedio terapeutico e alimento rigenerante per guarire dalle malattie. Ci sono antichi testi (datati addirittura 5.000 a.C.) di Ayurveda e medicina tradizionale cinese, che ne esaltano proprio le virtù rinforzanti, soprattutto in caso di carenze nutrizionali. Risale al 2.700 a.C. il “ Grande Erbario della Medicina Cinese” ( Pe Tsao) dove si raccomanda il consumo di germogli di soia per guarire disturbi digestivi, dolori articolari, crampi, edemi, polmoni, macchie cutanee e dermatite del cuoio capelluto. In passato, i germogli erano considerati un cibo energetico, consumato soprattutto durante la stagione fredda o nei periodi di magra, in particolar modo nelle regioni impervie. Famoso è il popolo degli Hunza, il più longevo del mondo, che vive in una zona inospitale di un altopiano del Pakistan, a Nord dell’India, vantando tra i suoi elisir di lunga vita, anche i germogli. Ai giorni nostri, i germogli, sono ancora molto utilizzati a scopo alimentare, soprattutto in alcuni piatti della cucina orientale e fusion. Fonte di importanti sostanze nutritive, i germogli attualmente trovano largo impiego nelle indicazioni alimentali per una dieta sana e bilanciata.

Germogli


Quali sono le proprietà benefiche dei germogli

Ricchissimi di vitamine, sali minerali, proteine, amminoacidi ed enzimi, i germogli sono anche facilmente digeribili. I germogli conservano inalterati tutti i principi attivi contenuti nei semi della pianta di origine, che altrimenti andrebbero persi mangiando l’ortaggio e, d’altro canto, risulterebbero indigesti sotto forma di seme.
Ecco perché i semi di cereali e i legumi, immangiabili se crudi, vanno prima cotti per poter essere consumati e poter essere assimilati dal nostro organismo. Con il calore sprigionato dalla cottura, però, i principi vitali dei semi svaniscono o, per lo meno, si riducono di molto. Con i germogli, invece, si assimila tutta la “potenza” della pianta al massimo della sua energia. Oltre a risultare estremamente digeribili, grazie al loro contenuto di enzimi che rimane inalterato. I germogli rappresentano, quindi, un concentrato di sostanze nutritive attive. Vitamine del gruppo B (in particolare la B12), vitamina A, B, C, D, E e K. Sali minerali come ferro, magnesio, potassio, fosforo, zolfo, selenio, zinco, rame e calcio. Enzimi attivi, per la digestione, e amminoacidi essenziali, per la sintesi delle proteine. I germogli vantano proprietà energizzanti e migliorano la forza fisica. Ricchi di sostanze mucillaginose, i germogli sono anche utili per il buon funzionamento dell’intestino. Inoltre, posseggono proprietà antinfiammatorie. Grazie alla loro elevata percentuale in oligoelementi, poi, i germogli sono utili anche per sostenere le difese immunitarie e così preservare e mantenere un buon stato di salute generale. Una preziosa fonte di importanti nutrienti e un toccasana per il nostro organismo, soprattutto in caso di bisogni nutrizionali legati a stati di convalescenza. Molto utili, quindi, a bambini, anziani, ma anche sportivi.


Quali sono e come si preparano i germogli in cucina.

Esistono germogli di vario tipo. Tra i germogli di cereali troviamo frumento, riso, farro, avena, orzo, segale, grano saraceno, miglio etc. Germogli di legumi: soia, lenticchie, fagioli, piselli, ceci e fave. Altri germogli sono: alfa-alfa (l’erba medica), senape, aglio, cipolla, ravanello, rucola, crescione, trifoglio, rafano etc. Ma anche sesamo, girasole, quinoa, amaranto e molti altri, purché commestibili. Evitare i semi delle solanacee (ovvero pomodori, peperoni, melanzane e patate) perché contengono la solanina, tossica per l’uomo. Possono essere consumati sia crudi sia cotti. Dal sapore gustoso e delicato, donano freschezza ai piatti. Se mangiati crudi conservano meglio le proprietà nutritive e sono ottimi in un mix di germogli conditi a piacere con un filo d’olio, sale e limone, su insalate miste o nello yogurt, oppure frullati per preparare salse e creme. Se cotti, vanno appena sbollentati o stufati in padella, mescolati anche ad altre verdure e insaporiti con spezie delicate, oppure aggiunti gli ultimi minuti a fine cotturain zuppe e minestroni. Si possono anche preparare crocchette o sformati nel cui impasto si aggiungono i germogli. Non tutti i germogli sono commestibili crudi, alcuni sono leggermente tossici, per cui è meglio consumarli cotti.
Per esempio, i germogli di alcuni legumi (soia, piselli e ceci) prima di essere consumati vanno scottati in acqua oppure saltati in padella.


Il germogliatore, un piccolo orto in casa.

Facili da consumare, sono anche comodi da “coltivare” in casa. Il procedimento è abbastanza semplice, ma bisogna avere l’accortezza di seguire alcune fasi. Innanzitutto si scelgono i semi della pianta di cui si vogliono ricavare i germogli da magiare. In commercio ce ne sono di vario tipo. In generale, scegliere semi provenienti da coltivazioni biologiche, si trovano nei negozi specializzati e si possono anche acquistare online. Quindi si preleva una giusta quantità di semini da germogliare, tenendo presente che aumentano il loro volume di circa 4 volte. Per cui per i semini piccoli, ne bastano due o tre cucchiaini e per i legumi mezza tazza. Selezionare i semi, scegliendo solo quelli integri e non danneggiati. Dopodiché i semi vanno sciacquati bene sotto l’acqua corrente e poi scolati. Quindi vanno messi in ammollo e devono rimanere coperti dall’acqua per almeno 8-12 ore (preferibilmente la notte), a seconda della specie scelta. In questa fase avviene la germinazione, in cui il seme si risveglia e si trasforma in germe (l’embrione) che contiene al suo interno una miniatura della pianta, il germoglio non ancora visibile, ma ancora racchiuso dal tegumento. Quindi, sciacquare ancora i semi per ripulirli da eventuali mucillagini o muffe. I germi del seme, poi, vanno messi a germogliare, nella vaschetta o sulla garza, a seconda del tipo di germogliatore scelto. In questa fase, il germe si gonfia assorbendo sempre più acqua, e il germoglio inizia a crescere. I germi vanno sciacquati con acqua e rimessi a germogliare, una o due volte ogni giorno, controllando con cura la presenza di macchie scure o la formazione di muffa. Al quarto giorno di germinazione, vanno messi sotto luce diretta naturale, per innescare la produzione di clorofilla. Quando compaiono le prime foglioline (i cotiledoni) e il rivestimento del seme è caduto, i germogli si possono raccogliere. Ci vogliono dai 3 ai 7 giorni in base all’ortaggio. Una volta raccolti, i germogli vanno sciacquati bene, fatti sgocciolare e asciugati delicatamente. La cosa migliore sarebbe consumarli subito, altrimenti posso stare in frigorifero per massimo due settimane, stando sempre attenti a come vengono conservati. I germogli si posso preparare in appositi germogliatori di plastica, vetro o terracotta (questo materiale è quello ideale per la germogliazione, grazie alla sua porosità), dotati di vaschette disposte in piani, dove riporre semi di vario genere. Oppure si possono usare germogliatori fai-da-te con stoviglie di uso comune che abbiamo in casa. Può andare bene una vaschetta di plastica con dei fori nella parte inferiore per far drenare l’acqua, ottima per i semi delle leguminose.
Come pure va bene un barattolo di vetro ricoperto con una reticella di garza (o di tulle) da fermare con un elastico, soluzione perfetta per i semi più piccoli. Oppure un sacchetto di stoffa da mettere dentro un sacchetto di plastica per creare una sorta di “effetto serra”, ideale per i semi dei cereali. Ma va bene anche un piatto fondo, con i semi prima immersi di acqua e poi ricoperti da un tovagliolo inumidito. Oppure uno scolapasta con un doppio strato di tovaglioli di stoffa, uno sul cui fondo e l’altro sopra i semi. Insomma, ci si può sbizzarrire, oltre che nella scelta dei semi, anche dando largo alla fantasia per scegliere il proprio modo di “coltivare i germogli a casa propria.

Fonte: HTTP://WWW.RIZA.IT/DIETA-E-SALUTE/MANGIARE-SANO/5462/FAI-IL-PIENO-DI-VITALITA-CON-I-GERMOGLI.HTML

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