Rinforzare il sistema immunitario

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Prevenzione del contagio

Nessun virus è capace di vivere e di riprodursi al di fuori di un essere vivente (uomo o animale), ma può sopravvivere un po’ di tempo all’esterno (si ritiene che il Coronavirus non possa sopravvivere più di qualche ora fuori dell’ospite, ma i dati sono ancora incerti dato che il CoVID-19 è un virus nuovo e ancora non sufficientemente conosciuto e studiato).
La vera prevenzione del contagio dipende dalla probabilità che le persone hanno di entrare in contatto con i virus emessi da soggetti malati o portatori sani (sono definiti portatori sani coloro che sono stati contaminati dal virus senza manifestare i sintomi o perché è ancora presto per manifestarli o perché non li manifesteranno mai essendo capaci di eliminare il virus).
Le norme di prevenzione del contagio da Coronavirus cinese sono praticamente le stesse che valgono per tutti i virus (8, 9, 10) e che ora cercherò di riassumere.

a. Come impostare uno stile di vita capace di aumentare le nostre difese contro le patologie infettive in generale

Se andiamo a rileggere l’elenco delle persone a rischio e la Tabella 2, ci si rende subito conto che la prima prevenzione deve mirare a tenere forte e ben funzionante il nostro sistema immunitario. Questo punto è fondamentale e lo si deve rispettare sempre e per la prevenzione di qualsiasi patologia, infettiva o non.
Quindi, la prima e più efficace prevenzione resta sempre quella di avere un corretto stile di vita!
Il nostro organismo è quasi sempre capace di superare l’attacco che gli viene mosso da qualsiasi virus, batterio, fungo o germe esistente o non ancora creato, purché noi lo manteniamo in buona salute e lo proteggiamo adeguatamente.
Ho scritto numerosi articoli e alcuni libri a tale proposito, pertanto qui mi limiterei a citare solo le norme più importanti:

  • Ridurre al massimo i cibi animali(specie carne e latte con i loro derivati) e quelli confezionati dall’Industria Alimentare (è utile ridurre il consumo di carne anche per combattere indirettamente contro gli allevamenti intensivi dove gli animali sono tenuti in condizioni malsane e trattati peggio di oggetti privi di valore; trattandoli in quel modo gli animali vengono messi in condizione di essere altamente stressati e quindi facilmente ammalabili di infezioni che predispongono all’uso cronico di antibiotici con conseguente facilitazione delle infezioni virali e alla fine con il porre le basi per germi molto patogeni che possono fare il “salto di specie” e passare dall’animale all’uomo).
  • Aumentare al massimo i cibi vegetali, specie verdura fresca, cereali integrali con poco glutine, legumi e frutta fresca e secca.
  • Bere circa 1,5-2 litri di acqua al giorno, meglio se debolmente alcalina e con basso residuo fisso.
  • Fare il possibile per normalizzare il proprio peso corporeo, mangiando quantitativamente meno se si è in eccesso ponderale, e masticare bene i bocconi allo scopo di facilitare e velocizzare la digestione.
  • Fare ogni giorno un po’ di attività fisica (per esempio almeno 30 minuti di camminata a passo veloce).
  • Dormire un minimo di 7 ore (meglio 8) al giorno, al buio e senza rumori di fondo e possibilmente lontano da sorgenti di campi elettromagnetici.
  • Abolire immediatamente o gradualmente i propri vizi (fumo, caffè, alcolici, droghe, farmaci inutili ma anche l’uso eccessivo e immotivato di cellulare, computer, televisione; abolendo pure dipendenze e/o comportamenti scorretti sotto qualsiasi punto di vista).
  • Assumere probiotici, qualche integratore o nutraceutico in base alle proprie carenze nutrizionali, specie dei nutrienti essenziali per il nostro organismo (carenze che oggi sono sempre più frequenti a causa dell’inquinamento dell’ambiente e della catena alimentare) (gli integratori antivirali più importanti sono le vitamine A, C, D e i sali minerali a base di rame e zinco: vedi oltre).
  • Ritagliare un po’ di tempo ogni giorno per la lettura e/o la meditazione e per fare qualcosa che piace, rilassa e gratifica. Nel periodo di maggior rischio infettivo, se è possibile, consiglio di cercare di allontanarsi dalle zone più affollate oppure organizzarsi per trascorrere anche solo la domenica in montagna (sopra gli 800-1000metri e comunque ad una altezza idonea anche in base alle proprie condizioni di salute) o al mare, per respirare aria buona e rinvigorirsi (se si è ben coperti, fa molto bene, specie a bambini e anziani, camminare qualche ora lungo la spiaggia anche d’inverno).
  • Fuggire i conflitti e, più in generale, tutte le occasioni di stress che dipendono da noi (cercare però di fare qualcosa anche per migliorare le occasioni di conflitti che non dipendono da noi).
  • Avere un animo buono e sereno per ridurre al massimo le condizioni di stress sia personale che inter-personale (è certo che non tutti nascono così, ma tutti possono fare qualcosa per migliorare se stessi).

b. Come aumentare le nostre difese antivirali nei periodi più critici e quando ci si trova in una zona ad alto rischio

Quando si vuole ottenere un effetto immunostimolante abbastanza rapido,allo scopo di cercare di attivare il prima possibile le nostre difese antivirali aspecifiche, ogni consiglio dovrebbe essere attentamente personalizzato. Infatti, se una persona si trova in una delle condizioni a rischio come quelle elencate nella Tabella 2, avrebbe probabilmente bisogno di trattamenti immunostimolanti personalizzati che solo il suo medico ha la competenza per dare.
Comunque, potendo fare in questo ambito solo un discorso generico, nel periodo più a rischio di infezione consiglio di tener presenti prevalentemente questi consigli generali per cercare di avere un rapido effetto immunostimolante:

  • Impegnarsi a introdurre un digiuno periodico (almeno 1 giorno alla settimana) in modo da compensare o annullare una delle cause principali di accumulo di sostanze tossiche e cataboliti che indeboliscono anche il nostro sistema immunitario: le sregolatezze alimentari. Ad eccezione dei bambini, degli over-80 e di coloro che presentano patologie particolari, questo consiglio è utile per tutti, ma specialmente per le persone in sovrappeso o addirittura obese, coloro che sono affetti da patologie metaboliche a carico degli organi addominali o comunque coloro che sanno di mangiare troppo (ognuno di noi conosce bene i propri punti deboli alimentari!) o che sono golosi di zuccheri semplici o farine raffinate o che mangiano troppi cibi animali (specie carne e latticini).
    Esistono molti modi per digiunare, ma io consiglierei un semplice digiuno periodico personalizzato, perché è sufficiente per stimolare i processi reattivo-difensivi dell’organismo mettendolo nella condizione di reagire positivamente a molte condizioni sfavorevoli. Studi condotti su cavie da laboratorio hanno ampiamente dimostrato che se queste vengono alimentate a giorni alterni (invece che tutti i giorni), obbligandole quindi a frequenti digiuni forzati, esse allungano la loro vita persino del 30% ed evitano molte patologie, anche senza perdere obbligatoriamente peso (11, 12).
    Il consiglio che posso dare in base alla mia esperienza clinica è di digiunare 1 volta alla settimana (chi ha più bisogno potrebbe farlo anche per 2 giorni) e di assumere quel giorno solo acqua (o tisane) a volontà (circa 2,5-3 litri). Chi non è in grado di farlo, può iniziare bevendo molta acqua lontano o prima dei pasti e a pranzo e/o cena può mangiare solo verdura cotta e/o cruda condita con limone e/o aceto balsamico.
    Bisogna ricordare che in genere avere un po’ di fame fa bene al corpo e alla mente!
    Chi invece ritiene di potersi impegnare in qualcosa di più prolungato, potrebbe iniziare quella che io chiamo la “dieta dei 15 giorni” che si basa sull’assunzione, in quel periodo e in quantità moderata, di soli liquidi e alimenti vegetali:
    – 1° e 2° giorno: solo acqua o tisane depurative;
    – 3° e 4° giorno: centrifugati o estratti di verdura oppure solo mele cotte e/o crude;
    – 5°-15° giorno: brodi vegetali, passati di verdura, minestroni, verdure cotte e crude, pochi legumi, 2-3 frutti di stagione, un cucchiaio di olio di oliva al giorno, limoni a volontà.
  • Assumere elevate dosi di vitamina C (acido ascorbico) in polvere: è ampiamente noto che la vitamina C svolge molte azioni immunostimolanti. Infatti, la carenza di vitamina C provoca un’immunodeficienza con la conseguente maggiore suscettibilità alle infezioni, mentre l’integrazione con vitamina C sembra essere in grado di prevenire e curare molte infezioni respiratorie e sistemiche (13). Va però detto che se si desidera avere un effetto immunostimolante acuto e intenso, si devono assumere dosi molto elevate (14), per esempio 5 grammi di vitamina C (cioè un cucchiaino) al giorno per molti giorni. Con queste dosi, dato che la vitamina C viene assunta solo in basse quantità dal nostro intestino e dato che le dosi orali elevate verrebbero eliminate causando anche diarrea, dobbiamo sciogliere la vitamina in un litro d’acqua che va bevuta a sorsi durante la giornata (se non si può tenere la bottiglia al buio, è preferibile sciogliere mezza dose giornaliera in mezzo litro da bere nella mattinata e fare lo stesso di pomeriggio con un altro mezzo litro d’acqua, in modo da evitare che l’acqua con la vitamina C resti troppo a lungo esposta alla luce ambientale).
  • Prendere ogni sera prima di dormire un cucchiaino di bicarbonato di sodio con un po’ d’acqua (o alcune compresse di Sali Alcalinizzanti che si trovano agevolmente in commercio).
  • Utilizzare esternamente gli Oli Essenziali (OE): gli OE sono potenti agenti antibatterici, antifungini e antivirali sperimentati già da moltissimi anni (15, 16, 17) e scelti generalmente sulla base dell’aromatogramma (esame effettuato in laboratorio per valutare la sensibilità di un germe verso un determinato OE) anche secondo un rapporto del nostro Istituto Superiore di Sanità (18). Nel caso delle infezioni virali, si potrebbero usare, in associazione o singolarmente a rotazione, i seguenti OE: Eucalipto OE, Rosmarino OE, Limone OE, Chiodi di Garofano OE, Cannella OE(attenzione che è un po’ irritante), Timo OE e Tea Tree Oil. Una sola goccia di questi oli puri o delle loro miscele può essere usata per ungere esternamente le narici o la parte anteriore del collo. Questi stessi OE possono essere usati anche per essere diffusi in ambienti chiusi attraverso un diffusore elettrico (in genere si utilizza 1 goccia per ogni metro quadro della stanza) o come suffumigi (2-3 gocce in una pentola di acqua bollente della quale si respira il vapore che si sprigiona stando coperti da un asciugamano e con gli occhi chiusi), oppure direttamente versando 2-3 gocce su un fazzoletto da annusare frequentemente o infine mettendo una goccia sulla mascherina protettiva.
    Attenzione a non toccare gli occhi con le dita bagnate dagli OE! Attenzione a non dare gli OE ai bambini piccoli (sotto i 3 anni), perché in alcuni possono causare broncospasmo. Ci sono anche persone adulte ipersensibili a questi OE, pertanto prima di usare la soluzione è bene testarla mettendo una goccia sull’avambraccio: in caso di arrossamento cutaneo, lavarsi abbondantemente con acqua e sapone. Per usare gli OE in questi soggetti ipersensibili, diluirli mescolando 5 gocce di OE in un cucchiaino di olio di oliva e conservando la miscela in 1 bottiglietta di vetro ben chiusa.
  • Alcuni integratori: tra gli integratori nutrizionali più importanti nella prevenzione delle infezioni virali ricordiamo, oltre alla vitamina C già menzionata, anche:
    – Vitamina A: la sua carenza compromette sia l’immunità innata perché riduce la funzionalità di neutrofili, macrofagi e linfociti Natural Killer, sia l’immunità acquisita dato che svolge un ruolo importante nello sviluppo dei linfociti Th1, Th2 e B (19). Come dosaggio il medico potrebbe valutare di utilizzare 10.000 UI/die per 15-20 giorni e poi dosi ridotte.
    – Vitamina D: la carenza di vitamina D (che oggi è estremamente comune) è associata ad un aumentato rischio di infezione respiratoria acuta virale e le metanalisi di studi clinici sulla supplementazione di vitamina D per la prevenzione delle infezioni virali ha dimostrato effetti protettivi (20, 21); infatti la vitamina D svolge innumerevoli effetti immunostimolanti, ma per avere un effetto rapido bisogna usare elevate dosi quotidiane, come ad esempio 10.000 UI/die per 7-15 giorni e poi 5.000 UI/die; va ricordato che durante queste assunzioni di vitamina D è necessario bere circa 1,5-2 litri di acqua al giorno.
    – Rame: è essenziale per l’utilizzo della vitamina C, contribuisce al normale funzionamento del sistema immunitario e inibisce la crescita virale (22); la dose che il medico potrebbe valutare di utilizzare è di circa 1,5-2 mg al giorno (assumerlo a stomaco pieno e dimezzare la dose in caso di nausea).
    – Zinco: anche lo zinco contribuisce al normale funzionamento del sistema immunitario contro virus e batteri ed è necessario per favorire il corretto funzionamento del timo, dei leucociti e specialmente dei linfociti T (23); studi recenti hanno dimostrato che lo zinco è un potente e specifico inibitore della segnalazione degli interferoni-lambda, che sono citochine proinfiammatorie importanti nell’infezione virale acuta e cronica (24).
    – Probiotici: conosciamo da molto tempo l’efficacia di numerosi probiotici nella prevenzione e nel trattamento delle infezioni virali (25) e recenti studi hanno dimostrato pure che i virus vengono eliminati attraverso la stimolazione della produzione di interferone da parte dei probiotici (che agiscono attraverso l’attivazione delle cellule dendritiche). È stato quindi concluso che i probiotici dovrebbero essere tra le opzioni razionali aggiuntive per il trattamento delle malattie virali (26). Sono numerosi i probiotici consigliati nella prevenzione e cura delle infezioni respiratorie e il mio consiglio, in caso di rischio infettivo elevato, è di usare almeno 2 diversi probiotici al giorno oppure di usarli a rotazione. Tra le specie più documentate in letteratura ricordo: Lactobacillus rhamnosus GG, Lactobacillus paracasei, Lactobacillus plantarum L-137, Lactococcus lactis JCM5805.
  • Un trattamento omeopatico strettamente individualizzato: personalmente, considero l’Omeopatia una medicina estremamente potente e ad effetto immediato nelle patologie acute, quando il rimedio somministrato è veramente adatto alle caratteristiche della persona nel senso che esiste una forte similitudine tra i sintomi psico-fisici del soggetto e le caratteristiche omeopatiche (“Materia Medica“) del medicamento. Proprio per questo motivo, però, è praticamente impossibile dire quali rimedi si possono consigliare per prevenire o curare un’infezione o una qualsiasi patologia. Però, dato che l’Omeopatia agisce per similitudine e non per uguaglianza tra malato e rimedio, è ugualmente possibile fornire qualche consiglio generale e indicare alcuni rimedi che due secoli di esperienza clinica hanno permesso di indicare come i più adatti per qualsiasi patologia virale, già nota o del tutto ignota alla Classe Medica. Consiglio quindi di rivolgersi al proprio medico omeopata.

Infine, non dimentichiamo che il sistema immunitario è fortemente influenzato dal nostro sistema nervoso centrale (e quindi dagli stress psico-fisici), dalla nostra alimentazione (se sbilanciata, carente e/o inquinata), dal nostro grado di stanchezza o di sedentarietà, dalla presenza di processi infiammatori recidivanti o cronici, dai farmaci che assumiamo e, più in generale, dal grado di tensione con cui viviamo la nostra quotidianità.
È su questi fronti che si gioca la nostra capacità difensiva non solo verso il Coronavirus ma verso qualsiasi virus, batterio o germe. Anzi verso qualsiasi malattia!
Quindi, è certo che lo stile di vita è essenziale per mantenere normofunzionante il nostro sistema immunitario.

La gestione della febbre nelle infezioni virali

Non esistono trattamenti specifici per le infezioni causate dai Coronavirus e ovviamente non sono disponibili, al momento, vaccini per proteggersi dal virus.
In ogni caso, va ricordato che una grande maggioranza delle persone infettate dai Coronavirus guarisce da sola.
A tale proposito mi permetto solo di aprire una parentesi sulla febbre.
Quando compare una sindrome influenzale nel senso più largo del termine, pare che la preoccupazione oggi più diffusa sia quella di abbassare la temperatura.
Questo è un grave errore che può non solo allungare i tempi di malattia, ma in alcuni casi aumentare anche il rischio di complicazioni e addirittura di morte. Gli Autori di uno studio canadese del 2014 hanno infatti concluso suggerendo che, nel complesso, in una influenza stagionale la soppressione della febbre aumenta il numero previsto di casi di influenza e di decessi negli Stati Uniti del 5% (IC al 95%: 0,2-12,1%) (29).
Non dobbiamo infatti dimenticare che la febbre è un nostro importantissimo meccanismo di difesa estremamente utile:

  • sia per uccidere i germi (tutti i virus e i batteri sono termosensibili e un aumento di temperatura da 37°C a 38°C può ridurre la moltiplicazione virale per più del 90% e poco sopra i 39°C blocca la crescita di qualsiasi virus);
  • sia per stimolare le difese immunitarie dell’organismo, cioè quelle capaci di confinare, combattere e uccidere qualsiasi germe patogeno.

L’utilizzo invece degli antipiretici(paracetamolo) o comunque di un qualsiasi antiinfiammatorio non steroideo (FANS), come ci ricorda anche il Dr. Donzelli (30), facilita la trasmissione delle comuni infezioni da germi, perché blocca l’aumento della temperatura e tutti i benefici dei meccanismi di infiammazione che l’organismo attiva nella sede dell’infezione per bloccare e uccidere i germi (31).
Pertanto, non è corretto abbassare troppo presto la temperatura, ma bisogna permettere, se non ci sono controindicazioni particolari e se il soggetto la sopporta adeguatamente, che la febbre scenda spontaneamente, dato che questo è il segnale che l’organismo si è immunologicamente rinforzato e che sta vincendo la sua battaglia contro la crescita dei germi.
Eventualmente, si può intervenire farmacologicamente con un antipiretico dopo 1-3 giorni di febbre se l’organismo dimostra di non tollerarla o la persona è affetta da qualche patologia preesistente (ovviamente tutte queste scelte vanno concordate con il medico di famiglia).
Ricordiamo nuovamente che, come per tutte le infezioni virali, gli antibiotici non servono, ma possono essere prescritti in caso di sovrainfezione batterica, cioè ad esempio nel caso si instauri una complicazione bronchitica o polmonare non virale.
In questo periodo iniziale di malattia si possono utilizzare invece tanti ausili naturali e in particolare i trattamenti omeopatici che sono utili non solo per aumentare le nostre difese immunitarie, ma anche per ridurre il rischio di complicazioni, accorciare la durata della malattia e fare in modo che non ci siano ricadute (32). Di grande utilità nelle infezioni virali in genere sono sempre anche:

  • il riposo a letto,
  • un po’ di digiuno il primo giorno sostituendo il cibo solido con un’abbondante idratazione dolcificata con miele,
  • la decisione di reimpostare la nostra giornata in modo da migliorare il proprio stile di vita.

Se questa fosse la risposta alla nostra infezione virale e se quest’ultima fosse non grave e senza complicazioni, allora si potrebbe veramente dire che “non tutto il male vien per nuocere“, dato che alla fine la virosi ci avrebbe permesso di migliorare la nostra condizione iniziale.

Conclusioni

Allo stato attuale, io consiglierei a tutti non di diffondere notizie di paura, bensì di diffondere informazioni costruttive per limitare la diffusione del virus e aumentare le nostre difese immunitarie.
Bisognerebbe cioè spiegare alle persone che la prevenzione migliore, come ho sempre sottolineato e ripetuto, è quella personalizzata, quella che non va attuata quando c’è un’emergenza, ma che va iniziata molto prima: quando si sta bene!
La vera prevenzione delle infezioni virali, anzi di qualsiasi malattia, si attua dal concepimento fino all’ultimo respiro.
La vera prevenzione non sarà mai un trattamento di massa, perché nelle terapie generalizzate imposte a tutti ci sarà sempre qualcuno che avrà dei benefici, qualcuno che avrà dei danni e qualcuno che sarà del tutto indifferente al trattamento.
Il Ministero della Salute (33) e l’Istituto Superiore della Sanità (34) forniscono informazioni adeguate sul Coronavirus nei loro siti, ma dovrebbero invitare con più insistenza le persone a visitarli e ancor più invitare la popolazione ad avere un corretto stile di vita.
Nel nostro organismo c’è una legge di fisiologia molto importante che ho chiamato così: “Il tutto aiuta la parte” (35). Il nostro corpo, se sta globalmente bene perché noi lo nutriamo adeguatamente e lo rispettiamo con un corretto stile di vita, difende tutte le parti che lo compongono e non ha paura né del Coronavirus né di altre condizioni patogene … ma noi lo nutriamo e lo rispettiamo psico-fisicamente in modo adeguato?
Quindi, iniziamo subito a fare qualcosa per impostare correttamente la nostra vita e diventiamo consapevoli che ognuno di noi può sempre fare qualcosa per migliorare la sua situazione.
Infatti:

La conoscenza e la consapevolezza comportano una crescita della Persona e la strada per la salute vera parte sempre solo da qui.

Dottor Gava – Cardiologo, farmacologo, tossicologo e omeopata.
Articolo completo qui

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