Il Mandorlo

Oggi vi racconterò del Mandorlo, Prunus Dulcis, un albero che quando fiorisce, tra febbraio e marzo, in tutto il suo splendore bianco-rosato trasforma i campi o giardini in paradisi terrestri. Ogni anno la prima settimana di marzo ad Agrigento si svolge il Festival del Mandorlo in fiore. Si tratta di una pianta appartenente alla famiglia delle Rosacee che raggiunge i 10 metri di altezza originaria della Cina. Molte sono le leggende ispirate a questa pianta stupenda.

Celebre, in particolare, è quella del mito greco di Fillide e Demofonte. Demofonte era un eroe greco, figlio di Fedra e di Teseo. Il mito racconta che reduce dalla guerra di Troia si recò in Tracia dove conobbe la principessa Fillide. I due giovani si innamorarono perdutamente e si sposarono e Demofonte ricevette in dote la città di Anfipoli. Ma dopo poco confessò alla sua giovane sposa la sua struggente nostalgia per la propria patria e il suo desiderio di partire per Atene, giurandole che, trascorso un anno, sarebbe tornato da lei. Demofonte partì, ma trascorso un anno non tornò. Fillide si uccise. La dea Atena, impietosita, trasformò Fillide in un mandorlo. Quando il giovane apprese la notizia andò dall’albero e lo abbracciò con il cuore traboccante di amore e dolore. Fillide ricambiò l’abbraccio facendo comparire piccoli fiori bianchi dai rami spogli. Ancora oggi, l’abbraccio fra i due amati si vede in primavera, quando i rami dei mandorli fioriscono testimoniando l’amore eterno tra i due sposi.

Questo mito racconta in vari modi la polarità amaro/dolce della mandorla, la stessa polarità che caratterizza l’amore in tutte le sue forme. Più amiamo più l’esperienza diviene amara in caso di separazione, perdita o per paura che possa accadere; tuttavia continuiamo ad amare.

Il Mandorlo coltivato è del tipo dulcis, mentre quello selvatico è amaro. Il
Mandorlo selvatico venne introdotto in Italia dai Fenici e si diffuse poi in quasi tutto il continente europeo meridionale. Invece per quel che riguarda il Mandorlo domestico la prima testimonianza si deve alla tomba di Tutankhamon, in Egitto, dove fu introdotto molto probabilmente dall’oriente.

Solo le mandorle dolci sono commestibili in quanto le altre contengono
cianuro.
Nelle mandorle amare la presenza di cianuro è dovuta all’attività
idrolitica dell’enzima emulsina sull’amigdalina che in acqua libera acido
cianidrico. Le mandorle amare però contengono un 50% in più di olio rispetto alle mandorle dolci.

I fiori del mandorlo, bianchi o rosei, sbocciano assai precocemente venendo così esposti al gelo. Forse proprio per questo alcune leggende ebraiche lo ritengono simbolo di vigilanza poiché è il primo albero a
fiorire annunciando la primavera ed il risveglio della Natura
. Sono simbolo anche di speranza, delicatezza e fragilità. Speranza perché segnano il ritorno alla vita dopo l’inverno, delicatezza e fragilità poiché sfioriscono in breve tempo. Dove la pianta è coltivata ha dato origine a tradizioni, cultura, folclore e diffuso parole sacre.

In Sardegna il periodo della fioritura, ritenuto di buon augurio e fertilità, veniva fatto coincidere con il periodo dei fidanzamenti: antichi riti e pratiche magiche dell’isola includono infatti anche un elisir d’amore preparato con i fiori del mandorlo, da offrire in dono all’amato. In
Toscana i rami di mandorlo erano utilizzati come bastoni da rabdomante per trovare tesori nascosti.

La Mandorla simboleggia il segreto, il mistero che va conquistato, e per farlo è necessario romperne il guscio messo a sua protezione. In alcuni riti sacri si faceva indigestione di Mandorle ritenendo così di aumentare la propria sapienza. Infatti la Mandorla, essendo nascosta, incarna l’essenza spirituale della la Saggezza.

Simbolicamente rappresenta un spazio chiuso e protetto, uno spazio sacro: all’interno il puro, all’esterno l’impuro. La Mandorla per la sua forma ovoidale è collegata all’uovo cosmico, come simbolo di fecondità e di nascita primordiale dell’Universo.

Le mandorle sono una ricca fonte di acidi grassi insaturi: presentano circa il 44% di olio di cui il 63% è costituito da acidi grassi monoinsaturi: l’acido oleico (noto come omega-9) e il 29% da acido linoleico (un acido grasso polinsaturo noto come omega-6). Solo il 9% è composto da grassi saturi.
L’olio di mandorle dolci è una ricca fonte di tocoferolo, vitamina E, un poco anche di vitamina K. L’olio di mandorle può essere prodotto sia dalle
mandorle dolci che da quelle amare. Per le seconde il cianuro viene rimosso prima della preparazione dell’olio. Infatti nell’antichità, l’olio di mandorle amare era usato in medicina ma, seppur in piccolissime dosi, provocava effetti molto gravi o letali, soprattutto sui bambini: effetti tipici da avvelenamento da cianuro. Oggigiorno, l’olio di mandorle soprattutto dolci viene usato ampiamente in cosmetica: come emolliente, idratante e nutriente per la pelle. Durante la gravidanza è perfetto per prevenire le smagliature massaggiandolo ogni giorno sul corpo.

Grazie Emanuela Carini, spettacolare come sempre. 🙂

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