Il Papavero.

Foto: Evgeniy Gorbenko

La corolla di color rosso acceso del papavero rappresenta uno spettacolo a
noi familiare quando osserviamo le spighe dorate dei campi di grano che non siano stati trattati con il diserbante. Il fiore del papavero (dal celtico papa riferendosi alla pappa dei bambini che veniva preparata aggiungendovi succo del papavero per farli dormire), chiamato anche rosolaccio, appartiene al Papaver rhoes ed i suoi semi calmano il sonno, mentre un suo parente è il Papaver somnifera dal cui succo lattiginoso, che cola se si incide la capsula, si ricava l’oppio. L’oppio estratto dal lattice contiene un potente alcaloide: la morfina.

Questa pianta preferisce il terreno smosso come quello dei campi arati o dei campi di battaglia e proprio a questa sua preferenza si deve la credenza che il papavero sbocci sul sangue dei caduti di guerra.

Papaver somnifera

Miti e simbolismi del papavero.
Simbolo già presso gli Egiziani delle tenebre e del sonno, incoronavano i
loro morti con i suoi fiori; nella mitologia greca il Papaver somnifera
era sacro alla dea Demetra, dea del grano e dell’agricoltura. Persefone, sua figlia, venne rapita da Ade, dio degli Inferi, e condotta sotto terra nel regno dell’oltretomba. Demetra distrutta dal dolore per prendere sonno ricorse agli effetti sonniferi del papavero da oppio (oppio in greco si dice nepenthes cioè “che toglie il dolore”).

Adirata, inflisse una terribile carestia sulla Terra, impedendo ai semi di germogliare. Zeus per placare la sorella riuscì ad ottenere da Ade che Persefone tornasse sulla terra ogni primavera allo spuntare dei germogli e sbocciare poi dei fiori e, vi rimanesse per sei mesi fino alla semina delle piante per poi ritornare negli Inferi dallo sposo Ade. In questo modo il papavero divenne simbolo anche di rinnovamento della Vita, rigenerazione e ripresa delle attività dopo il sonno.

Anche il numero altissimo di semi che produce rafforza ulteriormente il
significato di fonte di vita e fertilità. Nel linguaggio dei fiori il papavero comune simboleggia stravaganza e consolazione mentre il papavero da oppio il sonno.

Semi di papavero

I Greci consacrarono il papavero anche a Nyx, dea della notte, e a Morfeo, dio del sonno: proprio dal nome del dio si deve l’etimologia della parola morfina.

Il papavero in erboristeria.
Dal papavero comune si ottengono sciroppi calmanti per la tosse. Dopo averli raccolti si mettono stesi all’ombra. Una volta asciutti e secchi si raccolgono i petali, scegliendo tra quelli ancor rossi e non ammuffiti, e si ripongono in un contenitore chiuso messo in un luogo asciutto. In caso di tosse ed insonnia di anziani e bimbi se ne può porre una manciata in una tazza, versarvi sopra acqua bollente e miele e bere prima di dormire. Le foglie si ripongono in sacchetti di carta e già il filosofo greco Teofrasto nel IV secolo a.C. riferiva dell’usanza mattutina di masticare foglie di rosolaccio. Esse alleviano gli spasmi della tosse, quelli gastrici ed intestinali ed i dolori di origine nervosa: le loro proprietà astringenti sono utili nel caso di diarrea.

Il papavero in cucina.
I teneri germogli, raccolti all’inizio della stagione primaverile, sono ottimi in insalata, conditi con olio e limone. Squisito nella misticanza con altre erbe di campo spontanee, come il crespigno, la cicoria, il tarassaco, l’ortica… Le foglie delle rosette basali hanno un vago sapore amarognolo e, quando sono mature, si possono cuocere e condire come se fossero spinaci gustandole o da sole o mescolate alle bietole selvatiche o altre erbe spontanee.
Aggiungendo erbe aromatiche che troviamo in abbondanza come: timo,
santoreggia, dragoncello, rosmarino, origano, maggiorana, si può
aggiungere un ulteriore sfumatura di gusto.

Con le foglie giovani saltate in padella con olio e peperoncino oppure lessate semplicemente si possono preparare: ripieni per tortelli e ravioli, risotti, zuppe, minestre, polenta, frittelle, sformati, timballi.

I petali freschi vengono usati per colorare sciroppi e bevande. I semi infine sono mescolati ad impasti di pani, focacce, biscotti, muffin per aromatizzarli e decorarli.

Il papavero e la magia.
I semi di papavero venivano usati per creare talismani per favorire fertilità ed abbondanza mentre i fiori per bagni rilassanti. Ad esempio, un talismano per propiziare il lavoro viene fatto con un piccolo sacchetto di stoffa gialla di cotone o seta chiuso da un nastrino dello stesso materiale e colore. All’interno si pongono: una manciata di semi di girasole, 7 monete color oro (anche i 10 cents), un fiore giallo, un pezzetto di ambra, una manciata di semi di papavero, un pezzetto d’oro o un pezzo di pirite ed infine un nastrino giallo.

Un bagno rilassante si mettono 50 grammi di fiori di papavero in infusione in 2L di acqua bollente con 50 grammi di fiori di tiglio per 10 minuti poi si filtra. Si aggiunge l’infuso all’acqua del bagno.

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