L’Invidia secondo Igor Sibaldi

Siamo abituati a pensare che l’invidia sia solo riconducibile al dispiacere verso qualcosa che non abbiamo o verso qualcosa che vorremmo (desiderare la roba d’altri); uno stato d’animo simile all’astio nei confronti dei successi altrui.

Per Igor Sibaldi, questo sentimento ha una connotazione ancora più negativa, perché ha a che fare con il desiderare ciò che desiderano gli altri e non ciò che desideriamo noi. Il termine viene da in-videre, vale a dire: “guardare nel guardare altrui” o anche: “non riuscire a guardare (da soli)”.

  • Diffusione dell’invidia.  C’è un altissima percentuale di persone invidiose. Questo perché siamo abituati, fin da piccoli, al paragone con gli altri. La pubblicità ha contribuito enormemente alla distorsione di avere gli altri come esempio per la nostra vita.
  • Conseguenza dell’invidia. L’invidia può condurre a un asservimento, consapevole o inconsapevole. Chi è invidioso cede al conformismo, alla perdita di identità. Ha sempre paura di dire, pensare, sentire cose originali.
  • Come uscirne. Bisogna essere se stessi. Rimanere fedeli alla propria personalità è una cosa veramente semplice in realtà, basta iniziare. Poi, come secondo step, occorre smettere di essere se stessi. Non accontentarsi, ma migliorarsi, diventare di più. In questo modo si può sorprendere tutti.

Info: lifestrategies

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