Un nuovo modo di lavorare. [parte 2]

Foto: Alice Achterhof

Lo stretto legame tra lavoro e valori spirituali diventa chiaro appena ci chiediamo cosa la gente vuole veramente dalla vita. A questo livello fondamentale c’è poca differenza tra mondo degli affari e il mondo spirituale. La persone vogliono essere felici, realizzare qualcosa di valido e vivere in modo salutare ed equilibrato.

Anche i mezzi per ottenere questi obbiettivi sono corrispondenti. La propria felicità e la capacità di ottenere qualcosa di valido dipendono dalle capacità mentali, ma se non sappiamo come educare, nutrire e disciplinare queste capacità innate, possiamo ottenere poco sia nel mondo del lavoro che in quello spirituale.

Ad esempio, il potere della preghiera dipende dalla capacità di focalizzare la mente. Per sviluppare questa abilità bisogna imparare a contemplare , a sondare un sentimento, un’immagine o un problema in profondità senza far riferimento alle parole o alle giustificazioni. Questa abilità è di vitale importanza per la riusicta negli affari.

Siamo tutti essere umani che mirano agi stessi obbiettivi; con la stessa moneta possiamo dirigere i nostri sforzi verso la conoscenza, ognuno a suo modo.

Quando si unisce il lavoro alla pratica spirituale, possiamo notare un progresso in entrambe le direzioni. Questa unione può aiutarci a compiere la nostra missione nella vita. Le sfide continua del lavoro ci forzano a sviluppare più conoscenza. Per esempio, il biosgno di essere efficaci nel trattare con gli altri significa che dobbiamo diventare “studenti della mente”. La necessità di migliorare imparando dagli errori ci suggerisce che conviene essere onesti sui nostri punti deboli e sulle nostre qualità.

Quando non impariamo una lezione che il lavoro stesso ci insegna, piantiamo il seme dell’insuccesso e della insoddisfazione a livello pratico e perdiamo l’opportunità di trovare un reale significato a livello spirituale. Forse molti di noi vivono esattamente in questo modo ma, non c’è ragione di continuare. 🙂

Foto: Brooke Lark

Incominciando a trovare soddisfazione e realizzazione nel nostro lavoro, e nostre azioni acquisiscono significato in ogni singolo momento; svanisce la sensazione paralizzante che il tempo passato a lavorare sia tempo tolto ai nostri reali interessi. Allo stesso tempo, prepariamo le basi per un tipo di lavoro differente, una trasformazione della natura del nostro lavoro. Impariamo a lavorare in maniera più umana, più soddisfacente e collaborativa. Impariamo ad agire in armonia coi nostri interessi profondi, a rispettare l’ambiente che ci accoglie e a provvedere a noi e ad occuparci dei bisogni degli altri.

Le lezioni che impariamo dal lavoro sono le più importarti e non vanno viste come fallimenti ed errori. Quello che viene alla luce è il modo in cui inganniamo noi stessi mentre lavoriamo: le scuse, la pigrizia, la tensione, le preoccupazioni, il rimandare. Consapevoli del nostro modo di agire possiamo formula l’intenzione di cambiare e di sviluppare un’autodisciplina che ci permetta di attuare il cambiamento. A questo punto il lavoro diventa la nostra via di cambiamento, la nostra via di trasformazione, il mezzo attraverso il quale possiamo migliorare il nostro modo di pensare, le nostre relazioni e il nostro agire.

Il sentiero di ricerca è aperto anche se le nostre responsabilità quotidiane non sembrano offrire nessuno sfogo alla creatività. Forsa la nostra occupazione attuale non è adatta a noi o forse non abbiamo un lavoro. Possiamo imparare anche da ciò che non abbiamo. Possiamo iniziare ora!

Come? Coltivando la consapevolezza, la concentrazione e l’energia. Ma questo lo vedremo la prossima volta…

4 Condivisioni

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *